10 Days of Jimmy #1

Il 2019 è stato un anno felice per la storia della band che ha festeggiato 20 anni di carriera, ma dicembre porta con se un altro anniversario ben diverso e più triste ovvero 10 anni dalla scomparsa del nostro Jimmy.
Abbiamo deciso di dedicare a lui una rubrica che andrà avanti per i prossimi 10 giorni in cui celebreremo il musicista, il compositore, ma anche un ragazzo disponibile e sempre dedito ai propri fan.

Ogni giorno vi riproporremo un’intervista a Jimmy, ovviamente tradotta in italiano, una foto diversa ed un video… Ed in alcune giornate anche dei pensieri scritti dai suoi fan italiani hanno avuto il privilegio di vederlo sul palco o di incontrarlo almeno una volta.


  • Iniziamo “riesumando” l’intervista di Jimmy per Drum Magazine del novembre 2007 che lo mise anche in copertina, la prima della sua carriera. Potete leggerla completamente tradotta qui sul nostro forum.

Passare dal suonare nel retro di un bar a fare concerti per 80.000 persone – è stata una corsa selvaggia e continuerà ad esserlo. Come la maggior parte dei gruppi, siamo una famiglia, che quindi viene prima della band. Se domani dovessimo scioglierci, saremmo ancora amici.


  • Il video di oggi vede un piccolo Jimmy tredicenne presentato dalla sua insegnante Jeanette durante un saggio musicale.


  • La parola adesso ad una nostra cara amica che ha fatto parte dello staff per anni ed ha avuto modo di incontrare Jimmy nel 2008 e vederlo suonare diverse volte, Flavia:“Ho avuto il piacere di assistere a più concerti degli Avenged Sevenfold e sono stata molto fortunata perchè ho avuto più volte l’occasione di incontrare la band, chiedere loro autografi e foto e scambiarci due parole.
    La prima volta fu a Londra; ci piazzammo davanti al tourbus e li vedemmo sia prima che dopo il concerto. A Bologna ci fu modo di vederli in più occasioni e avere foto e autografi da tutti.
    Una menzione speciale però la meritano i momenti vissuti con quel fenomeno di batterista che ci ha lasciati troppo presto: non dimenticherò mai il saluto a Londra prima di salire sul bus, il momento in cui ha autografato la mia copia di Avenged Sevenfold e la foto scattata insieme a lui. Ogni singolo momento è gelosamente custodito nella mia memoria.”

Rispondi