3. Roma 19-06-2014


Foto dello ShowVideo dello Show.

Setlist:

Scrivere una recensione per la decima volta, dovrebbe venire difficile in teoria.
In realtà no. Gli anni passano, la band cambia ma questo rimane uno dei concerti più belli a cui ho assistito. Sarà che la giornata era partita male ed è stata quasi un crescendo di felicità e serenità giusto alla sera, quando loro erano finalmente sul palco. C’era ancora quella certa elettricità, quella scossetta di adrenalina nel vederli e abbracciarli, l’incredulità di essere ripresa e intervistata per qualcosa di così grande come il loro prossimo dvd. E’ una sensazione talmente grande e a cui non sono abituata che, nonostante le parole siano una delle mie forme di comunicazione più facili da usare, non ci riesco ad esprimermi. Anni e anni di amore incondizionato che danno i suoi frutti. Nonostante ciò la cosa più importante è la band. Una band salita sul palco carica, con la voglia di fare meglio di tre anni fa. Meglio ancora di novembre scorso che già aveva regalato soddisfazione sia a loro che a noi. Una scaletta leggermente più lunga per sopperire alla mancanza di fuoco e scenografia elaborata, ma a noi che ce frega? Una band si misura nella sua bravura anche da come riesce a fare un concerto magistrale fornita del minimo indispensabile e direi che se la sono cavata egregiamente. Certe canzoni live sono sempre da panic attack. Doing Time rimane sempre qualcosa che non può non farti muovere. Le canzoni con la voce di Jimmy sono un colpo al cuore talmente grande da farti perdere un battito. Fiction è stata una punizione divina mondo. Non voglio aggiungere altro se non che da tempo immemore non piangevo così: si, un cuore ce l’ho anche io. Beast and the Harlot eseguita impeccabilmente così come la intramontabile Bat Country. Almost Easy stra apprezzata e Afterlife sempre bella, sempre un pugno nello stomaco per quelle parole che ogni mattina mi leggo sul polso e hanno tanti, troppi significati per me. Inchino dovuto anche su A Little Piece Of Heaven, la canzone che di solito non voglio sentire live per ragioni personali ma che quella sera mi ha tirata su, mi è proprio servita e mi ha fatta divertire come non mai.. il resto è storia. Questa band è fenomale e non se ne può dire di più. Speravo che mi sarei stufata ad un certo punto di vedere sta band live. C’ho sperato davvero. Pensavo che alla decima volta avrei sbuffato pensando “sempre la solita storia” e invece no. Ancora la tachicardia, ancora l’euforia. Ancora il senso di sentirmi a casa e veramente felice solo quando ci sono loro sul palco davanti a me. A quando la prossima data? Son già in astinenza…
– Giada aka the boss, aka la rompicoglioni.

Il giorno del concerto è ormai passato ed io l’ho realizzato solo una volta salita sul pullman per ritornare a casa. Credo che la mia depressione post-concerto durerà per un bel po’ di tempo. By the way, come primo concerto mi è piaciuto parecchio. Erano attivi ed ho cantato con loro dall’inizio alla fine. Ci sono stati alcuni problemi con l’audio credo ma la band era in ottima forma e credo che sia riuscita a camuffare bene questa cosa. Mi trovavo tra la terza e la seconda fine, verso destra e posso dirti che mi sono emozionata tantissimo. Ognuno di loro, mi ha dato qualcosa di diverso e per quanto riguarda invece il talento…beh, come già sappiamo, quei ragazzi ne hanno da vendere!
Come mio primo concerto posso dire che sono ancora entusiasta. Non lo dimenticherò facilmente e mi sono divertita tanto. Coinvolgono al massimo il pubblico e credo che questo sia fondamentale per una band come la loro. Quindi si, recensione assolutamente positiva. E per quanto riguarda Arin, io ho sempre avuto fiducia in quel ragazzo…e sai cosa? Ho fatto proprio bene.
– Sara

Beh questo è stato il mio primo concerto e non potevo chiedere di meglio, molto soddifatta. L’unica cosa che mi ha lasciata perplessa è l’audio: quando infatti noi cantavamo non si sentivano più ne matt ne syn, ma solo arin e johnny mentre poi nei video si sente bene! Scaletta spettacolare, anche se avrei preferito so far away a fiction e per mio gusto personale avrei sostituito this means war con magari burn it down perché non mi piace poi così tanto, live me l’aspettavo più energica sinceramente. Beast and Harlot è stata una sorpresa totale, così come Fiction perché non le facevano da molto tempo.
Nel complesso darei un 8/10; vedere la felicità sui loro volti ha ripagato di tutta l’attesa.
– Loredana

Per la seconda volta, dopo la prima di Milano, mi trovo a recensire lo show degli Avenged questa volta in concerto a Roma. Stavolta mi dedicherò poco a quello fatto in giornata, quindi parlerò più del concerto in sè. Dico solo riguardo ai preparativi che sono partito da Modena (precisamente Sassuolo) alle 7. Tante ore di viaggio in macchina, ma assolutamente meritevoli.
PREMESSA: inutile dire che l’emozione e l’ansia di vederli era enorme, se non mi è venuto un infarto a mezz’ora dall’inizio dello show posso ben dire di essere immortale.
Via al concerto allora. Finisce Back in Black, e via che calano le luci, partono le campane dell’ottima Shepherd of Fire, che come intro è una bomba. Emozioni a non finire, i ragazzi sul palco carichi come delle molle. Si passa quindi all’immortale Critical Acclaim e quando si sente il ritornello con la voce di Jimmy son dolori.
E’ tutto un susseguirsi di emozioni, specialmente in Hail to the King, la mia canzone preferita (insieme a Nightmare) e Fiction dove non nascondo di aver pianto, e non poco.
Sono rimasto molto sorpreso dalla scaletta, lunga e con pezzi come Beast and the Harlot e Almost Easy che mai mi sarei aspettato e che a Milano non avevano fatto. Fantastica anche A Little Piece of Heaven, con Johnny vestito da Joker ahahah.
Riguardo a loro ho visto Johnny e Synyster carichi a manetta, scambiarsi scherzi a vicenda (sopratutto il Christ a Syn in Almost Easy, che commedia!), Shadows come al solito un sovrano con un microfono al posto dello scettro, Zacky invece l’ho visto un pò in disparte come ho notato anche a Milano; ma la sorpresa è stata Arin, davvero a suo agio e da quel che ho visto ha iniziato a metterci anche del suo, svariando e improvvisando nelle canzoni degli album precedenti.
Il tutto è stata una bomba atomica, non ho parole per descrivere questo concerto super e rivedere i video su YouTube fa venire il magone e la voglia di mettere le lancette indietro di qualche ora per rivederli. Spero che tornino il più presto possibile.
– Antonello

Be’ per me è stato il primo concerto dei Sevenfold, per diversi casi sfortunati, ma devo dire che non avrei voluto che fosse altrimenti con il senno di poi.
E’ stato pieno di emozioni diversi, dal tremarmi le gambe quando me li sono trovati di fronte e l’infantile: “oddio, sono loro in carne ed ossa”, al commuovermi quando a fine concerto Matt è venuto davanti a noi per raccogliere bandiere dalla prima fila e sorrideva felice, con un brillio negli occhi. E’ stato assoluntamente fantastico per diversi motivi! Dai un front man che si scusa come prima cosa perchè l’ultima volta lì avevano dato il minimo e quindi sono pronti a rimediare, per farsi in qualche modo perdonare(?) be’ non è da tutti, è una cavolata sì, ma una cavolata che per un fan dovrebbe essere importante! Poi l’assenza della solita scenografia, di cui Matt si è scusato: io sinceramente sono stata contenta non ci fosse, sono del parere che il carisma di una band si valuti proprio quando sono solo loro, il pubblico e gli strumenti… E penso è inutile dire che loro hanno passato il test decisamente xD E potrei stare qui fino a dopo domani, dalle minchiate di Johhny alla commozione dei ragazzi prima e durante Fiction, Gates che ringrazia che gli hanno lanciato un pacco di Marlboro, Arin che piccoletto scompare dietro quel mostro di batteria “and so on”, come dicono gli inglesi; ma tutto sarebbe solo per dire che questo concerto, i Sevenfold, mi hanno fatto sentire un coinvolgimento che non ho provato ad altri concerti, come se facessimo tutti parte di qualcosa di speciale per loro, ed è stato fantastico. Come è stato fantastico uscire di lì e trovare un ragazzo, che non finirò mai di ringraziare, che stato nel backstage avendo dei plettri, ce ne ha dato uno a testa a me, mia sorella e la mia migliore amica, così, senza un vero motivo. Penso che questo significhi essere una famiglia, non solo dei fans.
-Lilith

E’ stata una serata molto intensa per me. Anche se non era la prima volta che li vedevo, il carico di emozioni che mi ha lasciato è stato davvero unico. Forse perché ero in seconda fila, forse perché ero predisposta emotivamente, questo concerto mi ha fatto davvero bene. Mi sono divertita, ho riso, ho pianto.. Sono uscita da Capannelle davvero sazia, innamorata. Il cameraman ha ripreso per bene la mia bandiera, e sono in attesa di vedere se si infilerà nel DVD! Loro sul palco eccezionali, non c’è che dire, solo note di merito. Coinvolgenti fin dal primo accordo, e sono riusciti a sorprendermi vivamente. Sono rimasta davvero felice di vederli entusiasti di noi, e mi hanno dato una carica assurda. Magnifici tutti, e tutti i loro sketch comici che fanno crepare dalle risate. Perché si sa, ad un live dei Sevenfold oltre a goderti la musica, hai l’occasione di partecipare ad una serata di cabaret. E’ inutile dire che già mi mancano, spero di vederli nuovamente al più presto.. sono un antidoto. Hanno davvero spaccato, e il mio forte mal di schiena (problema primario) è passato in secondo piano appena sono saliti sul palco, come tutti i pensieri del resto. Davvero orgogliosa dei nostri ragazzi, e di essere stata tra la folla, che riconoscerei tra mille. Sevenfold IMMENSI.
– Nausicaa

19 Giugno. Rock in Roma, Avenged Sevenfold. Ore 19, apertura dei cancelli: la gente si affretta a prender posto nel pit, l’adrenalina sale, la tensione è quasi palpabile. I minuti passano lenti, ma finalmente si spengono le luci tra il silenzio… un rintocco di campana e un riff di chitarra… il momento tanto atteso è arrivato: si comincia con Shepherd of Fire! Come di consueto i nostri entrano una alla volta tra l’ entusiasmo del pubblico proveniente da tutta Italia, finchè  boato.. Matt ha preso posto al centro dello stage e inizia a cantare. Mancano le fiamme e i pyros sul palco, non se ne sente la mancanza il pubblico è già caloroso e “infiammato” di suo (cosa peraltro, sottolineata più volte durante il live e nei ringraziamenti sui social network). Lo show proposto è energetico e di altissimo livello grazie anche a una scaletta che amalgama hit immortali come Critical Acclaim, Bat Country, Buried Alive e l’immancabile Afterlife a brani più recenti come Doing Time, This Means War o Hail to the King. Quasi a metà del live i toni calano, le luci si abbassano e molti occhi diventano lucidi per una dedica speciale: Fiction. Il tempo di riprendersi è si riparte a mille con Nightmare, Beast and the Harlot, il solo di Brian e la fenomenale Almost Easy che sembra chiudere lo spettacolo. In realtà tutti sanno che è una finta e infatti non c’è molto da attendere prima di rivedere i sevenfold sul palco per gli encore: A little Piece of Heaven e Unholy Confession per chiudere in bellezza. I Sevenfold sono tornati nella capitale dopo circa tre anni con uno spettacolo che difficilmente sarà dimenticato dai presenti. La band ha interagito molto coi fan e si è visto un affiatamento sul palco come non si vedeva da un pezzo, complice anche un super in forma J. Christ (indimenticabile la “gag” del microfono o il ritorno sul palco con una camicia improponibile). Un successone insomma!
Avenged Sevenfold thank you for the amazing night, great fucking job.. See you next time!!
– Mario

Aspettavo questo concerto da febbraio, da quando ho avuto il biglietto fisicamente in mano. La prima volta che riuscivo a vederli live. Nonostante io sia arrivata solo alle 20.30 (ufficio del caxxo) sono riuscita a piazzarmi bene in mezzo alla gente e mi sono goduta uno spettacolo fantastico… Sono riusciti a farmi provare tutte le sensazioni del mondo. Quando ho sentito la voce di Matt mi sono venuti i brividi… Dall’inizio alla fine, è stato qualcosa di indescrivibile. La scaletta mi è piaciuta, perché hanno fatto il giusto mix tra le più nuove e le vecchie. Su Fiction è scappata la lacrima, ma ci sono state anche risate quando Johnny si è presentato vestito con la camicia natalizia! Gli assoli di Syn, le risatine di Zacky… E Arin, che dire di Arin? Piccolo piccolo, ma mena come un fabbro… Sentivo la batteria nello stomaco… Su Almost Easy non c’ho proprio capito più niente, come diciamo dalle mie parti “mi è partita la brocca”… Non sono mai stata brava a scrivere, so solo che sono in totale depressione post-concerto e ripeto, nonostante è relativamente poco che li seguo mi sono entrati nella pelle. Non vedo l’ora di rivederli e spero tanto che questo sia il primo di una lunga serie…
– Valentina

Non sono affatto bravo a scrivere ma ci provo comunque a descrivere quello che e’ stata una favolosa due giorni a Roma. Abito in provincia di Novara e l’obiettivo della gita era il grandioso concerto che abbiamo potuto goderci. Insieme a me ha viaggiato mio figlio di 15 anni che non’e’ proprio un metallaro ma dopo avere visto a Milano i Kiss nel 2013 e dopo avere visto su rocktv i video di “nightmare” e di “carry on” e’ rimasto colpito dagli Avenged Sevenfold e lo scorso novembre decise di venire con me al Forum dove si e’ divertito parecchio prima con gli Avatar ed i Five finger death punch e poi l’apoteosi con i nostri grandi headliner. Appena abbiamo saputo che avrebbero partecipato al rock in roma non abbiamo esitato a prenotare i nostri biglietti per il concerto e per il viaggio in aereo,era il mese di Marzo e gia’ da allora inizio’ il countdown fino ad arrivare finalmente al grande giorno. Le previsioni meteo su Roma nei giorni imminenti precedenti al concerto non erano rassicuranti per il 19 giugno ma non avrebbe importato perche’ avremmo sopportato una lavata pur di assistere al grande evento ma la magica forza del rock ha fatto si che anche il tempo si mettesse al meglio. Sveglia prestissimo giovedì 19 giugno,alle 7 volo Malpensa-Fiumicino poi treno per Tuscolana e subito all’appartamento a lasciare gli zaini poi gita artistica a Roma fino ad arrivare alla grande serata. E’ vero che rispetto a novembre a Milano c’era molta meno gente ma l’entusiasmo non’e certo mancato ne da parte dei fans che da parte della band che ci ha coinvolti tutti in maniera superlativa ed hanno dimostrato ancora una volta di essere una band giovane ma con tutte le carte in regola per diventare dei mostri sacri nel panorama rock mondiale sia per quello che riguarda la parte musicale che per il carisma che stanno manifestando sempre piu’. Al concerto intorno a noi tutta gente simpatica e casinara con una gran voglia di divertirsi e questo ha reso ancora piu’ bella la serata. Io ho 45 anni sono rockettaro e biker da sempre,di concerti ne ho visti tanti e quando alla fine di uno di essi vengo colpito dalla nostalgia,dalla depressione,capisco che ho assistito a qualcosa di veramente entusiasmante e quando alla fine della serata di novembre Matt disse : “see you in summer” capii che li avrei rivisti a breve ma ora che non so quando capitera’ la prossima sono in trepidante attesa di qualsiasi news.
– Tony