3. Download Festival, Donington 8-6-2018


Foto dello Show.

Scaletta:
1. The Stage
2. Afterlife
3. Hail to the King
4. Welcome to the Family
5. God Damn
6. Buried Alive
7. So Far Away
8. Nightmare
9. Eternal Rest
10. M.I.A.
11. Higher
12. Wish You Were Here
13. Bat Country
ENCORE:
14. Shepherd of Fire
15. A Little Piece of Heaven
16. Unholy Confessions

È venerdì 8 giugno, il Donington Park è pronto per ospitare il Download Festival e i nostri hanno l’enorme onore di fare da headliner della giornata per la seconda volta dopo il 2014 (in cui ero presente).
La giornata scorre liscia, la proposta musicale (e non) è molto variegata ed è impossibile annoiarsi, arrivano le 21 ed il colpo d’occhio del parco è veramente impressionante, con una quantità incredibile di persone pronte per i Sevenfold.
Il concerto inizia con The Stage e Afterlife ed è un delirio senza respiro, piccola pausa per ringraziare gli inglesi per il loro fondamentale sostegno a inizio carriera e subito si riparte con Hail To The King, che rimane una delle canzoni con più partecipazione da parte del pubblico.
La scenografia è spettacolare, lo sfondo è ricoperto da schermi giganti che regalano uno spettacolo unico per ogni canzone, durante HTTK si innalza un enorme re scheletro in stile iron maiden e durante Higher ricompare l’astronauta che avevamo visto nello scorso tour europeo, non mancano le fiamme a rendere ancora più epiche alcune canzoni tra cui Buried Alive e Shepherd of Fire e giusto per non farsi mancar niente vengono anche usati i pyro.  L’energia scorre fortissima con Welcome to the Family, God Damn e Buried Alive per poi interrompersi all’improvviso con So Far Away, gli schermi mostrano una vecchia intervista di Jimmy riguardo l’importanza dei suoi compagni di band e cala il silenzio che si trasforma poi in cori per l’amato batterista. La canzone è molto vissuta dal pubblico e personalmente, ora che viene usata meno, ha riacquistato molto di quel significato che aveva un po’ perso dopo averla sentita così tanto negli anni scorsi.
Con Nightmare tutto il pubblico riesce a scrollarsi via la tristezza, ma è con le due assolute perle dopo che il sottoscritto perde completamente la testa: ETERNAL REST e MIA, due delle mie canzoni preferite che ormai mi ero rassegnato all’idea di non veder mai live, l’emozione è fortissima e l’incredulità pure.
Si torna a respirare con le emozionanti e riuscitissime Higher e Wish You Were Here, per poi usare le ultime energie con Bat Country.
L’uscita per l’encore è epica con Shepherd of Fire e il concerto si chiude in bellezza con le certezze A Little Piece of Heaven e Unholy Confessions mentre i sorrisi dei 5 si fanno sempre più larghi per la soddisfazione di aver regalato una serata indimenticabile ai presenti.
Onestamente giudicarli da un punto di vista tecnico è quasi impossibile per come ho vissuto il concerto in mezzo al pit, ma quello che mi è arrivato è pura emozione e un’intensità incredibile da parte di una band che ha raggiunto una maturità incredibile, che sa tenere per in mano per quasi due ore un festival di proporzioni enormi con una naturalezza invidiabile e senza sbavature o intoppi. Rispetto al concerto del 2014 i nostri avevano sicuramente molto meno da dimostrare e questa leggerezza si vede tanto sopra il palco e nell’interfacciarsi con il pubblico. La serata insomma è un successo enorme e indimenticabile che fa avvicinare i nostri di un altro grande passo verso i grandi della musica.

Daniele Tarolo


Cari amici, chissà come sarete gasati per la tappa di Firenze… E fate bene perché i nostri cari Sevenfold si sono superati questa volta, quindi probabilmente assisterete a qualcosa di magico.
L’ultima volta che ho visto i ragazzi era il 2014 e potete immaginare come ci sia rimasta male per il concerto annullato lo scorso anno a Milano. Penso che tutti voi mi possiate capire anche perché morivo dalla voglia di sentire i nuovi pezzi di The Stage suonati live.
Ma sono decisamente stata ripagata, l’attesa ha aumentato il mio desiderio.
Piccola premessa che non c’entra un tubo: chi non è mai stato al Download Festival DEVE andarci almeno una volta nella vita perché i festival britannici hanno una marcia in più rispetto a quelli italiani e il Download è devastantemente figo.
Torniamo ai nostri amati. Dopo aver atteso tutto il giorno come una matta con il cuore in gola alle 8.55 precise un grosso occhio è apparso sui maxi schermi, e ha scrutato per 5 minuti la folla. Avevo il cuore a mille. Ho scalato la folla fino ad arrivare in seconda fila, me li volevo godere per bene.
Ed ecco che iniziano ad apparire fulmini e saette, stavo per svenire come ogni volta. Entrano….sono bellissimi e pronti a far crollare quel palco!
Il concerto si apre con The Stage, che live è decisamente una bomba, e già li perdo il lume della ragione.
Hanno proseguito con Afterlife e Hail to the King . Se mantengono la scenografia che hanno usato al Download che non voglio assolutamente spoilerarvi (se non avete visto ancora i video del concerto, cosa improbabile) avrete delle belle sorprese, non dico altro.
Non spenderò parole su Brooks perché essendo un grande professionista è riuscito a sistemare alla grandissima un piccolo incidente con il pedalino e a picchiare come un dannato su quella batteria.
Dopo l’immancabile Welcome To The Family è arrivato il turno di God Damn. Onestamente live non mi è piaciuta per niente, non mi è arrivata.
La voce di Matt non è impeccabile quindi non aspettatevi un Matt in forma suprema mentre a livello di energia ho trovato i ragazzi in forma smagliante.
Qualcuno di voi sa perché sono ossessionati dal suonare ogni volta Buried Alive? Mi ha annoiato, al suo posto avrei messo Burn it Down, una canzone che non ho mai avuto il piacere di ascoltare live.
I deboli di cuore e i nostalgici avranno un mancamento nel vedere un’intervista al Rev sul maxi schermo prima di So Far Away. Commozione obbligatoria, è come se il Rev fosse stato tra noi, ho apprezzato tantissimo quel momento. In più la folla ha iniziato ad urlare a squarciagola “JIMMY, JIMMY, JIMMY” ed è stato speciale.
Dopo la sempre energica Nightmare i Sevenfold ci hanno deliziato con due chicche: la vecchissima Eternal Rest, contenta di averla sentita finalmente live, e M.I.A che a mio parere contiene uno degli assoli più belli di Gates. Amore assoluto e scelte grandiose.
Poi Higher. Non sono rimasta impressionata, anzi a dirvela tutta non ho proprio amato la selezione delle canzoni del nuovo album, avrei preferito sentire Creating God o Paradigm ma ovviamente è un parere molto soggettivo.
Wish you Were Here mi ha fatto sognare. L’ho sentita coverizzata milioni di volte ma la loro versione mi ha toccato profondamente.
Shepherd of fire è stata una botta di energia pura e un trionfo di fuoco e fiamme. Essendo stata parecchio vicina al palco sentivo il calore delle fiamme che mi incendiava la faccia quindi ho avuto il picco di adrenalina della serata.
Ogni volta che sento A Littla Piece of Heaven me ne innamoro emspre più, sarei stata li a itisentirla suonare per ore. Poi il buon Johnny era uno spasso mentre se la canticchiava.
Solita chiusura con Unholy Confession seguita da Fuochi d’artificio finali e lancio dei plettri. HO PRESO IL PLETTRO DI SYN, è già al sicuro nel mio portafoglio visto che lo userò come portafortuna/santino.
Che dire insomma…tiriamo le somme. Strumentalmente parlando, a livello di interazione con il pubblico e scenografie il concerto è stato impeccabile. I Sevenfold hanno portato alto l’onore di essere Headliner in un Festival europeo cosi importante. Matt ha fatto del suo meglio, ma la voce va e viene, si sente proprio che purtroppo non è ai suoi massimi splendori.
Sarà sicuramente un giorno che ricorderò gelosamente. Grazie Sevenfold per il cocktail di emozioni che ogni volta mi date.  Non mi resta che augurarvi buon concerto domenica prossima, spaccate Firenze!

Sarah Tavella


5 anni. Ho aspettato 5 lunghi anni per rivedere gli Avenged Sevenfold dal vivo, ma ne è valsa la pena.
Possiamo dire che aver assistito al loro concerto al Download Festival 2018 è stato un piacevolissimo effetto collaterale della mia partecipazione. Infatti, io mi trovavo lì in qualità di supporter del mio fidanzato. Lui era un combattente del Demolition Download, evento di combattimento medievale full contact tenutosi nell’area The Sindrome, vicino al Dogtooth Stage. Siamo stati invitati dai ragazzi dell’associazione Battle Heritage ed è stato il nostro secondo anno. E devo dire, non c’è niente di meglio che suonarsele di santa ragione e avere come colonna sonora i gruppi del Download. Unire lo sport alla musica è una delle cose più belle del mondo.
Potete immaginare la mia reazione quando ho saputo che gli Avenged Sevenfold avrebbero suonato all’edizione 2018 del festival. Il viaggio, programmato più o meno a giugno 2017 alla fine della scorsa edizione del Download Festival, ha preso subito una piega diversa. Sapevo che il Download 2018 non sarebbe stato soltanto un viaggio di piacere, per condividere con amici lontani la passione per uno sport; improvvisamente aveva assunto una piega più spirituale. Essendo legata ad alcune loro canzoni in modo particolare, non potevo credere che li avrei rivisti di nuovo in un contesto del genere.
Quindi, eccomi qui, un’italiana in terra straniera che ha la fortuna di fare le cose che le piacciono: guardare uomini in armatura che si picchiano e ascoltare la sua musica preferita.
Nonostante la stanchezza, la sera io e il mio compagno eravamo nella mischia, ad aspettare i miei beniamini. Aspettavo quel momento dal 2013, dal concerto al Mediolanum Forum di Assago insieme agli Avatar e i Five Finger Death Punch. Sinceramente, non me li aspettavo così fighi.
Mamma mia. Mi manca il fiato ancora adesso se ripenso al concerto. Sono stati impeccabili. Presenza scenica sempre al top, scenografia mozzafiato, non hanno mollato un secondo.
Il concerto è stata una montagna russa di emozioni. Un momento ti caricano all’inverosimile, il momento dopo ti portano al pianto con So Far Away ed è stato difficile mantenere un certo contegno (almeno di facciata, dentro di me c’era un uragano).
Avrei voluto che non finisse mai. È stato come tornare ai primi anni del liceo (non che sia passato poi così tanto, eh), a sentire la musica scorrere dentro di me, tutta intorno a me. Mi sono sentita viva in mezzo a tutte quelle persone che mi circondavano, anch’esse lì per il mio stesso motivo. Ed in quel momento eravamo tutti uguali, non c’erano differenze di nessun tipo, tutti uniti da un amore comune.
Ci sono state un paio di canzoni che mi hanno spezzato l’anima quella sera, ma So Far Away mi ha toccata particolarmente a fondo, ha avuto un significato completamente diverso (devo ammettere che non la ascoltavo da un bel po’ di tempo) e ha toccato una parte nascosta del mio essere. In quel momento, non era soltanto un tributo a un grande musicista, ma l’esternazione dei miei sentimenti degli ultimi mesi. È stato liberatorio, la mia voce che diventava una sola con quelle di chi mi circondava.
Ragazzi, è stata un’esperienza magica. Davvero. Non ero minimamente pronta ad assistere una cosa così bella. Perchè diciamocelo, nel 2013 li avevo trovati un po’ sottotono. Ma cavoli, questa volta erano in perfetta forma, con delle scenografie da capogiro e spettacoli pirotecnici esagerati, loro erano più belli e affascinanti che mai.
Decisamente una serata che non mi dimenticherò mai.
Un grazie particolare alla Taurus Medieval Fight Club – Torino che ci ha permesso di partecipare al Download, chissà magari se vi appassionate e imparate a combattere bene, magari il prossimo anno ci potrete accompagnare al Download Festival (gratis!)

Tatiana Maniero