4. Firenze Rocks, 17-6-2018


Foto dello ShowVideo dello Show.

Scaletta:
1. The Stage
2. Afterlife
3. Hail to the King
4. Welcome to the Family
5. God Damn
6. Buried Alive
7. So Far Away
8. Nightmare
9. Bat Country
10. Shepherd of Fire
11. Unholy Confessions

È stato un concerto epico, magnifico, spettacolare e stando in seconda fila è stato tutto tremendamente meraviglioso! Ho trovato la band in ottima forma e hanno avuto una potenza disumana! Sono stati spettacolari e non so quando riuscirò a riprendermi da tutto questo! Mi sono emozionata tantissimo e ancora non riesco a crederci!
– Martina Lubrano


Il concerto di domenica 17 giugno é stato fenomenale.
Io avevo preso i biglietti per il concerto di febbraio scorso, e adesso sono venuta fino a Firenze nonostante mercoledí abbia la prima prova dell’esame di maturità. Cosa non si fa per i Sevenfold…
É stata una esperienza indimenticabile, che rifarei se ne avessi la possibilità.
I ragazzi erano nel pieno delle energie e le hanno trasmesse al pubblico. Non mi sono mai sentita cosí carica ad un concerto. Spero che ritornino presto in tour da solisti!
– Silvia Kasperkovitz


Domenica 17.06.2018. Ore 4:00am, suona la sveglia. Scappo a lavoro (barista, you know). Ero già trepidante. Mille colazioni, mille cose da fare. Ore 10:30, via libera. Doccia, pranzo, pennichella veloce e via verso Firenze col mio fidanzato. Parcheggio, milkshake agile al Mac e via verso la Visarno Arena. Arrivati alla venue, saluto agile ai ragazzi dell’Avenged Sevenfold Italia e poi entriamo in zona pit. Piano piano che le band finiscono di suonare, ci spostiamo sempre più avanti fino alla quinta fila. Si vedeva benissimo. Ore 19:16 comincia la spettacolo. Adrenalina a mille, cuore che va all’impazzata e caldo a quel punto inesistente (almeno per me). The Stage, la prima volta che la sentivo dal vivo e lo stupore nel vedergliela fare in maniera impeccabile. Subito la mia canzone, Afterlife, ed esplode tutta la gioia di quella bimba che 10 anni fa li scopriva proprio con la suddetta. E lì mi è partita l’ugola. Hail to the King, la preferita del mio fidanzato e scusatemi il romanticismo, ma lì ho guardato più lui che loro. Welcome to the Family, God Damn e il pubblico sempre più preso e attivo. Buried Alive e cominciano i primi circle pit (proprio dove eravamo noi). Stangata e pianto ininterrotto con So Far Away, bellissima dal vivo e non c’era una persona che non la cantasse. Nightmare che ha scatenato il putiferio nella nostra zona, Bat Country che ha peggiorato (o migliorato) tutto. Ormai era diventato il solito spettacolo dentro lo spettacolo che si vede ai concerti dei nostri ragazzi. Shepherd of Fire e poi il finale con Unholy Confessions. L’amarezza della fine, ma la gioia pensando al fatto che tutto ciò fosse realmente successo. E la gioia più grande è stata quella di sentire persone, che all’inizio erano un po’ titubanti e “ignoranti” in materia dire “questi spaccano, figata pazzesca”. Ai ragazzi c’è poco da dire: sanno il fatto loro, ci sanno fare e l’Italia cerca sempre di rendergliene merito. I sorrisi suo loro volti, la loro gioia, la loro simpatia, il modo in cui tengono il palco, l’alchimia che c’è tra loro e l’alchimia che si crea sempre tra loro ed il pubblico. Qualcosa di unico, di inspiegabile e di raro. La musica ringrazia, Firenze ringrazia e io ringrazio ancora di più. Alla prossima!
– Federica Gori


Innanzitutto devo dire che questo di Firenze è stato il mio primo concerto dei Sevenfold, il mio gruppo preferito, che ho amato fin dalla prima canzone che ho sentito.
Dopo questa introduzione volevo dire che anche se ero un pochino lontano, mi sono goduto un concerto fantastico, cantavo a squarciagola senza mai fermarmi. Durante So far away mi è venuta la pelle d’oca, sentire migliaia di persone cantare quella canzone è stato incredibile. Tutto sommato loro sono stati incredibile, inizialmente mi sembrava ci fosse qualche problema con i volumi, ma poi è tornato tutto normale, ma questo non ha cambiato la splendida esibizione che hanno fatto. Non vedo l’ora di rivederli, e magari da più vicino.
– Marco Piotti


Quello al Firenze Rocks è stato in assoluto il mio primissimo concerto della band. È stata un’esperienza che rifarei altre mille volte è stato un concerto veramente fantastico ma soprattutto emozionante devo dire la verità quando è passato il video di “The Rev” ho pianto, la lacrima mi è scesa perchè essendo un batterista sono molto affezionato a lui.
La cosa che però mi è piaciuta moltissimo è stata la frase di Matt durante il video di The Rev “non ci posso credere che la vita finisce così in fretta vivetela come più vi piace”
Ma oltre a quello sono pazzeschi un sound meraviglioso che dal vivo spacca di brutto.
Un’emozione vissuta veramente benissimo un concerto veramente ma veramente unico.
– Valerio Galante


Ho aspettato mesi e mesi contando i giorni, e finalmente li ho visti, tutti quanti, compreso Syn che mi ha fatto emozionare per anni con la sua musica, con quel suono inconfondibile della sua chitarra che ho cercato di imitare una miriade di volte, perché spero tanto che un giorno potrò diventare un chitarrista abile come lui…. Gli A7X sono stati fenomenali quel giorno, ed ogni ora che passava dopo essere uscito da quell’arena, mi sembrava che portasse via parti dei ricordi di quella magnifica esperienza, che non volevo finisse mai… L’ho vissuta così intensamente che appena uscito non riuscivo a colmare, con i ricordi di poche ore prima, la mole di sensazioni che mi erano nate dentro, ma mi restano tanti video da guardare e riguardare, e soprattutto la speranza di vedere una nuova data prima possibile, perché cascasse il mondo li vedrò ancora.
Federico Mastrantonio


17 Giugno 2018. Visarno Arena, Firenze Rocks.
Terza volta che vedo live la mia band preferita. Sinceramente a distanza di quattro giorni l’adrenalina non è ancora stata metabolizzata; il concerto di Firenze è stato senza ombra di dubbio quello che più ho apprezzato e che mi ha maggiormente coinvolto e gasato. Anzi, forse mi ha coinvolto un po’ troppo… credo di avere terrorizzato qualcuno (lol). Gli Avenged Sevenfold si sono esibiti per circa 75 minuti suonando 11 brani tra le maggiori hit della loro discografia. La scaletta è stata varia per poter accontentare tutti i gusti dei presenti alternando pezzi veloci come God Damn a brani più “calmi” come la toccante So Far Away; proponendo canzoni complesse e ricercate come The Stage e Buried Alive senza però tralasciare cavalli di battaglia storici come Afterlife, Bat Country, Hail to the King e l’ ormai immancabile Unholy Confessions a chiusura del concerto. Tecnicamente la band si trovava in stato di grazia, tutti i membri erano in gran forma e si sono impegnati al massimo per non sfigurare davanti ai fan di mostri sacri come Rob Halford, con i suoi Judas Priest, e Ozzy Osbourne alla sua ultima data in Italia. Se dal punto di vista prettamente acustico la prestazione offerta è stata impeccabile e pulita (dal posto in cui mi trovavo ho percepito un po’ basso il microfono di Matt solamente durante l’esecuzione di the Stage) lo spettacolo visivo non è stato da meno. Tutti i membri della band si sono mossi parecchio lungo il palco, hanno coinvolto il pubblico e l’ intera esibizione è stata impreziosita da foto, video e effetti speciali postati su 4 maxischermi con in più la graditissima aggiunta di fuochi pirotecnici e fiamme. Molte fiamme.
Un successo, difficile fare meglio col poco tempo a disposizione. Gli Avenged Sevenfold hanno offerto uno show unico che ha ottenuto molti consensi; hanno dimostrando di essere una delle migliori band in circolazione e di essersi meritati il posto da headliner in tutti i più grandi festival, europei e non, con prestazioni sopra la media. See you next time!!
– Mario De Santis