Terza recensione A7X live a Villorba

Continuano le recensioni e stavolta tocca a quella della nostra Bets.

“La mia avventura inizia domenica sera con la trasferta di donna Sullivan in quel della mia casuccia, in cui si sciroppa per due giorni la sottoscritta in piena crisi prepartenza.
Camera mia è un’ammucchiata di valigie.
Dopo averci dato dentro di muffin e lasagne, finalmente abbiamo preparato tutto e martedì mattina all’alba, due zombie si avviano alla stazione per il viaggio della speranza pt.1.
Raccattiamo Tanc e Jacopo a Milano e via verso Treviso. Tanc iperattivo viene più volte minacciato di morte e torture varie da Giada (io sono caduta in coma dopo tipo 10 minuti di viaggio).
Finalmente dopo una via crucis lungo una serie di paesini sperduti pressoché nel nulla (PAESE RULEZ!) arriviamo a Villorba.

Ci spiaggiamo per un sonno ristoratore, viene giù il mondo in termini di acqua e vento e noi COL CAVOLO che ci schiodiamo dall’hotel finché la sil, taro e la pese arrivano a recuperarci (Giadaaaa! sei pronta?) e arrivati al Palaverde (che è verde, quale fantasia) troviamo il resto della family, ma mancano i magliettari abusivi.
Ci si separa tra chi ha l’early entrance, chi si fa la coda perché vuol star davanti e chi (ehm ehm) si dà al panino selvaggio e se ne fotte della coda.

Insomma, in un modo o nell’altro entriamo (esilaranti scenette tra totano e toma!) e ci si piazza bene o male tutti piuttosto avanti. Io sono sugli spalti in seconda fila, praticamente attaccata al palco, e sono talmente poco agitata che la cosa mi inquieta LOL poi – dopo aver ammirato polli spennati che si librano sopra il parterre- finalmente si spengono le luci e parte il carillon e lì… ricordate la famosa frase sul “non sono per niente agitata”? ECCO. reset totale.

È pelle d’oca già dalle prime note, compaiono prima Arin, poi Syn seguito da Zacky e Johnny e da ultimo entra Matt che attacca subito a urlare, bello carico.
Li vedo bene stavolta, Syn è tutto un fare smorfie anche se sta abbastanza sulle sue; Zacky compare ogni tanto nel mio campo visivo ma resta abbastanza anonimo, complice anche il fatto che la sua chitarra si sentiva pochissimo. Johnny se la gigioneggia molto sul palco, è un muoversi continuo, canta i cori di Nightmare al posto di ZV, prende per il culo Syn, gioca con Arin, coi tecnici, col pubblico.
Matt rispetto alle ultime performance sembra aver recuperato grinta e voce e si porta a casa la pagnotta, a parte qualche defaillance.
Nel complesso dal punto di vista tecnico risultato buono, Syn prende qualche stecca ma se la cava anche lui bene, Arin – che non si vede manco spuntare da dietro la batteria – è all’altezza del ruolo non facile che si ritrova e anche lui gioca con gli altri quando ne ha l’occasione.

Matt si sofferma a leggere qualche striscione, bandiere decorate, e nota un po’ perplesso il COME TO INDONESIA di donna Lenny che diventa ovviamente l’inno del concerto.
Alla fine gli lanciano pure il pollo finto spennato sul palco, e Arin se lo porta alla batteria.
La scaletta è la classica, i pezzi forti e un buon numero di tracce di Nightmare; l’apertura con Nightmare e Critical Acclaim dà un’ottima carica, Buried Alive rende molto bene, complice un’esecuzione pressoché perfetta dell’intro, God Hates Us anche, qualche stecca su Bat Country mentre la mia preferita resta Unholy Confession che viene eseguita davvero bene. So far away è il solito momento col groppo in gola appena scende il telone che rivela l’immagine di Jimmy, stavolta sembra sincero pure Matt che si emoziona nel cantarla.
Johnny la suona tutta di spalle al pubblico, così come le parti di Critical Acclaim con la voce di Jimmy.

Ecco, Jimmy. Due deficienti accanto a me e la Pese continuano a urlare il nome di Syn anche durante i rari cori per Jimmy, e dimostrano ampiamente di non sapere manco chi sia.
E purtroppo per noi, non sono le uniche. L’ignoranza c’è ed è pure tanta.

Qui lancio una riflessione che ho maturato in queste ore, ho quasi avuto il senso che si stia passando oltre e che la cosa sia accettata.
E sì, parlo di Arin. mingherlino ma preciso, c’era dietro quella batteria ed è stato praticamente perfetto, aggiungiamoci che in questi mesi si è dimostrato simpatico e gentile ed è naturale che la gente l’abbia accettato dietro quella batteria. Aggiungiamoci anche che probabilmente una buona metà dei presenti manco sapeva chi fosse Jimmy per cui ha sostituito un batterista con l’altro e via.
Però ecco -discorso sconclusionato, lo so- l’impressione che ho avuto è un “sì ricordiamolo ma ormai si va oltre”. Il che mi ha lasciato un po’ spiazzata.
Non so, nonostante il concerto mi sia piaciuto, m’è rimasto questo groppo sullo stomaco. Che peggiora all’infinito quando parte l’encore e invece delle note di Fiction si sentono quelle di ALPOH.

Io sono uscita. non ho visto il finale, i saluti, un cavolo di niente, perché non ce la facevo a star lì, m’è proprio preso sto magone e non riuscivo a star lì a vedere.
Perlomeno la mission (im)possible di consegnare i muffin al muffin man è riuscita, idem si spera che la maglia di cionni abbia raggiunto il diretto interessato.
Arin è stato la gentilezza fatta persona, e devo dire che non mi aspettavo di vedere Matt venire a salutare le persone che eran lì a aspettarlo. Punto a suo favore.
Basta, non so che altro dire, tra qualche giorno sarò sicuramente più in grado di elaborare, per ora ringrazio la family che c’era ed è sempre importante, special thanks a donna Sullivan che mi ha sopportato per 3 giorni senza tentare di uccidermi.
E da ultimi grazie anche a quei 5 (più muffin man) perché saran pure dei cagottini, ma la pelle d’oca sanno ancora farmela venire.. ah, sì, grazie anche a Charles, sempre sia lodato.

Bets

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