
Scaletta:
- Game Over
- Mattel
- Afterlife
- Hail to the Kingù
- Buried Alive
- The Stage
- So Far Away
- Nobody
- Nightmare
- Bat Country
- Unholy Confessions
- Cosmic
- A Little Piece of Heaven
Quando la band annunciò il summer tour europeo, guardando le date mi accorsi che, per motivi personali, molto probabilmente non avrei potuto prendere l’impegno di andare a vederli per la data italiana, questa constatazione inizialmente mi lasciò con “l’amaro in bocca” ma guardando le date notai che sarebbero andati in Grecia per la primissima volta, in un giorno ottimale per me. Avendo vissuto per diverso tempo ad Atene e ritenendola la mia seconda casa, sentii che non potevo tirarmi indietro e presi subito il biglietto e iniziai ad organizzarmi. Circa due settimane prima del concerto arrivò sul mio smartphone una notifica che mi fece saltare dalla gioia: avevo vinto la raffle per il Meet & Greet con la band! Infatti, in quanto possessore di un NFT e quindi membro del deathbats club, ebbi la possibilità di entrare nella suddetta raffle e ho avuto la fortuna di essere estratto insieme ad altri fan. Sarebbe stato il coronamento di un sogno che avevo nel cuore fin da quando ero un ragazzino, quasi non ci credevo che avrei avuto la possibilità di incontrare i miei idoli e tutto questo “gratuitamente”, invero non ho dovuto pagare un biglietto VIP, così è stato ancora più bello ed autentico. Ecco a cosa serve possedere un NFT, non è solo un disegno colorato e bizzarro di un pipistrello, è un token (digitale) che mi permette di entrare in una raffle, di avere il perk “skip the line” che al concerto mi permette di entrare prima e poter essere in prima fila, di ricevere punti per attività che in quanto fan già faccio (ascoltare musica, comprare merch) etc etc
Il 7/6/2025 è una data che non dimenticherò mai, ricordo benissimo quando ero fuori dalla venue insieme agli altri fan e ci diedero la notizia che il M&G si sarebbe svolto prima dello show e non alla fine come di consueto, l’adrenalina era a livelli stratosferici.
Una parentesi devo necessariamente aprirla per sottolineare che il deathbats club è una community vera e propria e non fittizia, infatti, pur essendo all’estero ho sentito che tra me e gli altri fan c’era un genuino senso di appartenenza, stavamo per vivere un’esperienza incredibile e lo abbiamo fatto “insieme” non come degli sconosciuti, anzi con alcuni di loro ho stretto un’amicizia sincera che è risultata essere preziosa e non banalmente relegata alla giornata del concerto.
L’incontro con la band è stato magico, organizzato egregiamente dalla crew della band e da quella della venue. Nel concreto abbiamo avuto la possibilità di farci autografare fino a due oggetti, stringere la mano e scambiare due chiacchiere con ognuno di loro e infine una bella foto di gruppo (rigorosamente di alta qualità) tutti insieme! La band è stata gentile con tutti i noi, erano tutti molto rilassati e nessuno di loro dava l’impressione di trovarsi lì contro voglia, sarebbe superfluo sottolineare che nei momenti in cui Matt mi ha detto “amo i tuoi leopard shorts” oppure quando Zacky mi ha fatto un sorriso così sincero ed accogliente ringraziandomi di cuore per essere un suo sostenitore, mi sono sciolto e ho provato una gratitudine immensa per quel che stavo vivendo.
Come se di emozioni non ne avessimo già provato abbastanza, si aggiungono tutte quelle provate durante il concerto in sé. Per me era la seconda volta che li vedevo, ma per buona parte delle persone lì presenti era la primissima volta, dunque sin dalla prima canzone, la bellissima Game Over, abbiamo fatto sentire alla band che non avrebbero certo avuto un brutto ricordo della loro prima volta in Grecia. Matt non perse l’occasione di esternare la loro gioia nel vedere un pubblico così partecipe. Pur avendoli già visti durante l’era di Life Is But A Dream… per me non è stato affatto noioso, specialmente grazie al fatto che la scaletta era leggermente diversa rispetto a quella del Firenze Rocks dello scorso anno.
Ho avuto così la fortuna di ascoltare per la prima volta pezzi che mi fanno impazzire come The Stage che è stata eseguita magistralmente , So Far Away che ci ha fatto piangere e riflettere sulla bellezza del momento che stavamo vivendo, per non parlare di Unholy Confessions con annesso assolo di Brooks il quale ha dimostrato di avere delle skills che ci hanno lasciato a bocca aperta.
A tal proposito ecco un fun fact: la band nel guardare Brooks eseguire l’assolo di batteria era in estasi tanto quanto noi, come gruppo sono molto uniti e si percepisce chiaramente. Un plauso va anche fatto in generale a tutti loro, hanno saputo tenere il palco come pochi, dando il meglio che potevano offrire nonostante già nel mese di giugno il caldo di Atene (provare per credere) è qualcosa che definire micidiale sarebbe riduttivo.
In definitiva il concerto è stato bellissimo, e anche divertente visto che hanno chiuso in bellezza con A Little Piece Of Heaven. Il pubblico in Grecia non sarà “loud” come quello italiano ma è stato comunque molto partecipe e, dalla mia prospettiva, sono stato piacevolmente colpito dal fatto che anche le canzoni di LIBAD sono state apprezzate tanto quanto i pezzi più famosi. Sono uscito da quella bellissima venue, che si affacciava direttamente sul mare, con ricordi che ormai sono indelebili e con nuovi amici, suonerà come un cliché ma meglio di così non poteva andare.
Luca Migliorato

