Drinks with Johnny – episodio #26 Kill The Lights

Ventiseiesimo episodio di Drinks With Johnny con ospite Moose e James Clark dei Kill The Light:

Nella ventiseiesima puntata di Drinks With Johnny, il nostro bassista ha come ospiti James Clark e Moose, l’ex batterista dei Bullet For My Valentine. I due sono ora rispettivamente frontman e batterista della stessa band, i Kill The Lights. Di nuovo, si tratta di un episodio in cui sentiamo solo la voce dei tre.

James racconta brevemente della sua prima band, i Throw The Fight, un gruppo Rock/Metal che ha lasciato nell’ottobre del 2019, dopo ben undici anni passai insieme. Poi, per via di una domanda di Johnny in merito, parla della terribile esperienza, iniziata nel giugno 2009. All’epoca non aveva ancora raggiunto i trent’anni, era tutto preso da ciò che voleva fare, dalla sua vita e dai suoi progetti, quando si rese conto che c’era qualcosa che non andava. Andò dunque da un dottore e, tre giorni dopo, gli venne diagnosticato  un tumore testicolare. Sua nonna era morta per via del cancro ed anche suo zio, quindi sapeva che cosa comportava una malattia del genere, aveva visto la situazione da vicino più di una volta. Fortunatamente per lui, però, il suo tumore era al primo stadio e con le giuste cure e delle sedute di chemio, la cosa si risolse. Recentemente, James ha avuto un figlio, quindi la malattia è solo un brutto ricordo che non ha più grosse ripercussioni sulla sua vita. Nell’estate 2009 dovette cancellare diverse date del tour del suo gruppo per curarsi.

Johnny e Moose parlano poi del passato, di come i Bullet For My Valentine e i Sevenfold si conobbero. Non sono sicuri di quando e come sia successo, probabilmente entrambe le band suonavano al Rock Am Ring, o forse da qualche parte in Belgio, ma sicuramente finirono per bere insieme e da lì nacque un profondo legame. Moose ricorda i tour con i Sevenfold come i più divertenti cui abbia mai avuto il piacere di partecipare, perché entrambi i gruppi suonavano lo stesso genere di musica e finivano per mettersi sempre nei guai insieme. JC dice che gli A7X ed i BFMV erano praticamente la stessa band, con l’unica differenza che provenivano dai lati opposti del mondo (dato che i Bullet For My Valentine sono Inglesi). Dai loro racconti piuttosto vaghi, possiamo intuire che fosse un vero incubo dover gestire questi giovani musicisti, anche solo per il personale degli hotel che doveva avere a che fare con loro. Finivano le loro serate ubriachi e, le mattine successive, in aeroporto, diretti verso una nuova tappa del tour, bevevano ancora nel vano tentativo di tirarsi un po’ su. Moose ricorda una volta in cui l’ex bassista dei Bullet, Jason James, si vestì come Johnny e salì sul palco a suonare Bat Country insieme agli A7X, che ovviamente non erano al corrente di questa trovata. Sia i nostri che il pubblico ci misero un po’ a rendersi conto che quello in scena non era Johnny Christ. Lui, nel frattempo, era dietro le quinte a suonare, perché Jason stava solo facendo finta, dato che si era rifiutato di imparare la canzone. I ricordi più vividi cui accennano Moose ed il nostro bassista, sono quelli di un tour del 2008, quando i Sevenfold, i Bullet e gli Atreyu suonarono sei show in giro per l’Australia. Ricordano quanto fosse divertente passare il tempo con The Rev che li faceva ridere perché era una specie di comico e provano a rammentare un fatto estremamente divertente accaduto durante una delle loro ultime serate in Australia, qualcosa che aveva a che fare con un bar e delle ruote, ma Johnny dice che, purtroppo, per chiunque non fosse lì quella sera, questa storia è morta assieme a Jimmy.

Per spiegare in quale stato pietoso si trovassero sempre in quel periodo, raccontano di quando suonarono in un luogo talmente piccolo che tutti i membri delle tre band dovettero condividere lo stesso camerino. Uno di loro entrò e iniziò a borbottare qualcosa, tutti si girarono verso di lui e dissero: “Che diamine hai detto?”. Quello a quel punto li guardò e rispose: “Non ne sono sicuro nemmeno io.”

Gli A7X e i BFMV suonarono insieme anche a qualche tour americano, come il Taste Of Chaos e il Mayhem, quando parteciparono anche gli Escape The Fate. In una di quelle occasioni, conobbero anche James Clark e la sua band di allora.

L’ultima volta che JC ricorda di aver visto Moose e aver bevuto con lui, risale ad un concerto a Cardiff. Dopodiché, i Bullet For My Valentine iniziarono ad avere diversi problemi. Moose non scende nei dettagli perché, a quanto dice, ci sono di mezzo dei fatti personali che preferisce tener per sé. Semplicemente, quando sua moglie era incinta del loro primo figlio, finì in ospedale e la situazione prese una brutta piega perché lei aveva bisogno di aiuto, soffriva di attacchi di panico e doveva avere suo marito lì con lei. Lui lasciò il tour in cui era impegnato con il gruppo e tornò a casa. Da quel momento in poi, non ci fu più la benché minima chimica tra lui ed il resto della band, al punto che quasi non si parlavano più. Tutto ciò che Moose voleva era poter continuare a suonare Heavy Metal, ma Matthew Tuck non era dello stesso avviso. O almeno, non voleva più farlo con lui. Quindi, Moose lasciò il gruppo ed ora lavora a tempo pieno con i Kill The Lights.

Musicalmente, James Clark dice di essere stato particolarmente influenzato dagli Iron Maiden, dai Pantera, ma anche dai Queen, dato che lui è inglese. Gli stessi gruppi che hanno fatto scuola anche a Moose e ai suoi ex compagni di band, insomma, ma parlando di chi lo ha ispirato particolarmente, lui menziona anche Dave Grohl (batterista dei Nirvana) e Dave Lombardo (batterista degli Slayer), Scott Travis (batterista dei Judas Priest) e Stewart Copeland (batterista dei Police).

Passando da un argomento ad un altro, ritroviamo i tre a parlare di drink. In particolare, Johnny dice che le sue birre preferite sono quelle con una gradazione alcolica un po’ più alta, circa 10%, e gli piace sentire un leggero sapore d’agrumi. Per questo nomina la West Coast IPA, una di quelle birre che adora. Inoltre, ad Huntington Beach c’è una birreria chiamata Beachwood Brewing, dove gli piace molto andare. Apprezza anche la birra del wrestler Steve Austin, la Broken skull IPA, prodotta in una birreria di El Segundo.  Moose e James raccontano invece di bere spesso vino. Moose dice di averne ordinate delle bottiglie anche mentre era di ritorno con la famiglia da Disneyland (in Florida). Il cocktail preferito del batterista è l’Old Fashioned, mentre quello del cantante è il Blue Cheese Martini. Da qui, si apre una lunga discussione sulle varie ricette per preparare un buon Martini, dato che si può fare in vari modi.

La conversazione torna poi a vertere sulla musica, su quanto le cose siano più facili al giorno d’oggi, dato che si può mettere tutto online e le nuove canzoni possono raggiungere in tempo reale ogni parte del mondo ed ogni fan, ed anche su quanto ora sia impossibile per un artista – che sia solito avere comportamenti scorretti nei confronti di chi lo sostiene – sfuggire al giudizio dei fan; ormai, grazie ai social network, la gente crea piccole comunità, fandom più uniti di prima ed ha modo di conoscere i primi idoli anche se solo tramite post. Di conseguenza, le persone sanno con chi hanno davvero a che fare e non c’è più il rischio di incontrare qualcuno che si ammira e scoprire all’improvviso che sia “uno stronzo”, come dice JC. Infine, ognuno espone a grandi linee il suo processo creativo, e Johnny rivela che spesso ai Sevenfold avanzano diverse tracce. È capitato più volte, con vari album, ma quando poi vanno a riprenderle si rendono conto che non è quasi mai il caso di finirle, che è meglio andare avanti e creare qualcosa di totalmente nuovo e lasciar perdere le vecchie vibes. Magari qualche canzone ha anche un buon ritornello, ma per il resto non è poi così geniale.

Riassunto a cura di Rebecca.