Drinks with Johnny – episodio #28 Jepha

Ventottesimo episodio in cui vediamo finalmente una conversazione tra bassisti! Ospite di questa puntata Jepha dei The Used:

Nella ventottesima puntata di Drinks With Johnny, troviamo come ospite il bassista Jepha Howard, della famosa band The Used.

La puntata è nuovamente il frutto di una videochiamata tra i due bassisti, che si sono sentiti via Skype proprio nel corso della pandemia globale, dovuta al covid-19. Jepha si trovava nella sua casa alle Hawaii, con sua moglie ed il suo cane, ed ha raccontato a Johnny di trovarsi molto bene lì, in mezzo al niente e senza troppe persone intorno; è figlio unico ed è cresciuto così, senza essere troppo abituato alla compagnia di più persone. Inoltre, lo vediamo video chiamare da fuori casa, con il cellulare, dato che non ha il WI-FI, cosa su cui JC ironizza.

Jepha racconta subito che, per il nuovo album della sua band, Heartwork, uscito quest’anno, lui e i suoi bandmates hanno lavorato di nuovo con il produttore discografico John Feldmann, cosa che non accadeva più dal loro secondo lavoro, Love And Death. Hanno scritto per un anno e tre mesi circa, poi si sono riuniti ad LA, a casa del loro nuovo chitarrista, Joey Bradford.
Peccato che, quando hanno fatto sentire ciò che avevano creato a Feldmann, questo abbia detto loro che era tutto da rifare, che non poteva funzionare, quindi hanno dovuto apportare importanti modifiche. Il bassista ha poi parlato brevemente di The Canyon, l’album uscito nel 2017 – in cui non hanno mai davvero avuto tempo di finire le lyrics – , e del processo creativo ormai consolidato con i suoi amici: prima partono da una base fatta con basso o batteria, poi pensano al ritornello ed infine cercano le parole. Chi è più bravo in un aspetto della scrittura si dedica ad esso, gli altri fanno altre cose, semplicemente.

Johnny approfitta di questa videochiamata per congratularsi con l’amico, perché è fermamente convinto che il nuovo album dei The Used sia il migliore della loro carriera fino ad ora; le prima due canzoni sono molto “solide ed energiche”, come lui stesso le descrive, ma il tutto diventa interessante dalla terza canzone – Big Wannabe – in poi, quando il suono del basso gli ricorda quello di Flea dei Red Hot Chili Peppers. Inoltre, ci tiene anche a far notare a Jepha che, di lavoro in lavoro, diventa sempre un bassista più talentuoso. Ovviamente, lui ringrazia subito il nostro JC per i complimenti e afferma che, nella vita, è bravo solo a far due cose: essere un nerd che ama la solitudine (e infatti si è goduto la quarantena, per quanto possibile) e suonare il basso.
E negli anni sta effettivamente dandosi sempre più da fare per migliorare, ispirandosi anche ai suoi bassisti preferiti, come James Jamerson e Ebo Taylor.
Johnny aggiunge allora che, effettivamente, ha notato delle influenze R&B in Heartwork, specialmente nella canzone 1984. JC ammette anche di aver amato le particolari scelte musicali fatte dai The Used in Wow, I Hate The Song, mentre la canzone Cathedral Bells gli ha ricordato il sound dei Jamiroquai. Per quanto riguarda quest’ultima canzone, Jepha non rede neppure che il basso fosse necessario, gli sarebbe piaciuta anche senza.

I due amici parlano poi brevemente del vizietto di bere, che Jepha si è lasciato alle spalle da un po’, dato che è da Natale che non assume più alcolici (e a questo punto non sa neppure quando si sentirà nuovamente di farlo, dato che sono passati diversi mesi e sta benissimo così, non ne sente la mancanza). Il cantante dei The Used, Bert McCracken, ha invece smesso ben sette anni fa ed è l’iniziativa migliore che abbia mai preso nella sua vita.

Quando i due tornano a parlare dell’ultimo album, scopriamo che ci sono delle canzoni, come Blow Me, che originariamente non dovevano rientrare nell’album ma che, con il supporto di Jason Aalan Butler e Travis Barker, alla fine non sono state scartate. Jepha è davvero affascinato dal lavoro che, soprattitto Jason, è riuscito a fare insieme a loro.

Anche Mark Hoppus ha dato il suo contributo nella canzone The Lighthouse, e si è anche un po’ preso gioco di Jepha e del suo basso a cinque corde, perché lui ha scritto i suoi successi con i Blink-182 utilizzandone solo quattro, solitamente. Di Mark viene anche detto che è un tipo terribilmente intelligente, e il nostro Johnny ironizza, dicendo che ne è certo, visto quanto sono famose le sue canzoni. Tuttavia, non ha mai ancora avuto modo di conoscerlo davvero di persona, scambiandoci qualche parola in più dei soliti convenevoli.
Sempre nella dodicesima traccia, comunque, Jepha ha avuto modo di usare la tecnica dello slap.
Parlando invece di The Lottery, quella canzone non veniva mai fuori come Bert voleva, poiché il frontman è cresciuto ascoltando musica Hardcore e voleva che quella canzone fosse un pezzo del genere. Così, tra mille peripezie, i The Used hanno chiamato Caleb Shomo dei Beartooth. Il musicista ha scritto una parte di chitarra perfetta, che ha dato il tocco giusto alla canzone.
Johnny pensa che sia molto figo il fatto che, finalmente, anche nel mondo Rock si possano fare collaborazioni; all’inizio degli anni duemila era più una cosa Pop, mentre le band di altri generi si facevano battaglia. Ma ora, anche se con quindici anni di ritardo, la faccenda ha preso una piega diversa.

Infine, Jepha racconta che i The Used si sono sentiti costretti a rilasciare il loro nuovo album nonostante la quarantena ed il fatto che, probabilmente, ci vorrà circa un anno perché il mondo torni alla normalità. Anche s enon potranno suonare show in giro per il mondo, quando tutto questo è iniziato avevano già rilasciato due singoli, quindi era un po’ una scelta obbligata la loro.
Inoltre, Cathedral Bells parla proprio di sentirsi in trappola, perciò era perfetta per questo periodo. Il bassista ha aggiunto che, al momento, pare l’album stia riscuotendo grande successo in Germania ed in Colombia, dove comunque loro non hanno mai avuto modo di suonare. Quando i The Used potranno tornare in tour, apprezzerà molto girare per le strade di altri paesi con le cuffie nelle orecchie, cercando dei ristoranti dove mangiare e sentendosi in vacanza.

Riassunto a cura di Rebecca.