Matt intervistato da revolver ricorda il viaggio in Iraq

Matt ha recentemente discusso con Revolver Magazine dell’esperienza e del live per le truppe in Iraq.
L’articolo completo verrà rilasciato prossimamente, intanto abbiamo l’anteprima delle parole di Matt:

What were your most memorable experiences during the trip?

We went to a base [in Iraq], they still call it “Mortaritaville.” There was mortars coming through all day. People in the city who just shoot mortars into the base.
They really have no aim at anything. They’re just kind of makeshift. But you’d hear a turret will go off and they’ll shoot it out of the air.
We had one get through while we were there, and it just landed on the base. They get, like, eight of them a day.
Basically, an alarm goes off if the turret gun can’t shoot ’em down and you have to just duck and cover. So we had two of those while we were on that base.
They were far from us, but still, it was like, “Really? There’s mortars coming through?”
There’s little explosives that they make by hand and they just shoot ’em into the base.
They’re just trying to kill somebody.

Eccone una traduzione:

Quali sono state le tue esperienze più memorabili durante il viaggio?

Siamo andati in una base (in Iraq), che chiamano ancora “Mortarville”. C’erano mortai che passavano durante tutto il giorno. Le persone in città solamente sparavano ai mortai nella base.
Non hanno veramente alcun obiettivo. Sono solamente una specie di ripiego. Potresti sentire una torretta che si spegne e loro la spareranno in aria.
Ne abbiamo avuto una mentre eravamo lì, ed è atterrata sulla base, ne prendono tipo otto al giorno.
Fondamentalmente, un allarme si attiva se la torretta non può più sparare e tu puoi solamente abbassarti e coprirti.
Quindi ne avevamo due mentre eravamo in quella base. Erano lontani da noi, ma era come, “Davvero? Ci sono mortai in arrivo?”
Ci sono piccoli esplosivi che fabbricano a mano e li sparano sulla base. Stanno solamente cercando di uccidere qualcuno.

Grazie a Deathbatnews!

giada

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