
Scaletta:
- Game Over
- Chapter Four
- Afterlife
- Hail to the King
- Buried Alive
-
The Stage
- So Far Away
- Nobody
- Nightmare
- Not Ready To Die
- Creating God (live debut)
-
Bat Country
- Unholy Confessions
- A Little Piece Of Heaven
Per il secondo anno di seguito gli Avenged Sevenfold tornano ad esibirsi davanti ai loro fan italiani.ย Infatti, dopo la partecipazione al Firenze Rocks il 13 giugno del 2024, i ragazzi di Huntington Beach fanno ritorno in Italia poco piรน un anno dopo con una data tutta loro al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI).
Lo show milanese, facente parte del tour europeo, รจ anche lโesordio assoluto sul suolo nostrano del โDeathbats Clubโ, fan club esclusivo che permette, con lโacquisto di NFT a tema, di usufruire di molti vantaggi quali: biglietti gratis, ingresso prioritario, Meet & Greet con la band e altro ancora. Siamo felici di riportare che in questo senso non ci sono stati intoppi o problemi di organizzazione, tutto รจ filato liscio.
Ad aprire la serata sono stati i Palaye Royale, band di Las Vegas che accompagna i nostri headliners per gran parte del tour europeo. Nei loro 45 minuti di set si dimostrano energetici e capaci di coinvolgere il pubblico, unโapertura di serata di tutto rispetto. Appena prima delle 21.30 viene parte โNightcallโ, pezzo di Kavinsky che da qualche anno a questa parte preannuncia lโarrivo sul palco dei nostri beniamini.
Al diradarsi del fumo scenico che aveva pervaso il palco parte Game Over, una opener energetica che fa esplodere lโenergia del pubblico del Carroponte.
Seguono poi la bellissima sorpresa di Chapter Four e la classicissima Afterlife dove Syn e Zacky danno sempre il loro meglio. La prestazione dei ragazzi รจ eccellente, con un Matt in grande spolvero autore di una performance vocale strabiliante e ai limiti della perfezione, in barba alle voci che parlavano di un M Shadows affaticato e con una voce sofferente.
Segue poi lโamatissima Hail to The King Che risuona come un โinno al reโ con il pubblico completamente sotto il comando di Mr.Shadows.
Matt e i ragazzi dimostrano il loro affetto e apprezzamento per il pubblico italiano dicendoci โI piรน rumorosi dโEuropaโ e ricordando le origini Italiane di Valary (e di conseguenza anche di Michelle, ndr.).
Buried Alive รจ The Stage sono sicuramente tra gli highlights della serata con una resa live che rivaleggia lโincisione in studio e addirittura la migliora sotto certi aspetti. Arriviamo poi sicuramente al punto piรน emozionale della serata, con un discorso di Shads ad introdurre So Far Away. La carica emotiva di questa canzone dedicata al nostro compianto Jimmy, al quale il pubblico ha dedicato un coro prima dellโinizio, รจ potentissima. Inutile dire che delle lacrime sono scese.
Siamo al giro di boa della serata con Nobody che ha accompagnato i ragazzi dallโinizio dello loro LIBAD tour, anche qui poco da dire. Syn in grande spolvero ammalia il pubblico con la sua maestria e il fantastico assolo incorniciato da giochi di luci, laser e fumi che rendono il tutto ancora piรน spettacolare. Dopo lโevergreen Nightmare ed il ritorno di Not Ready to Die, entrambe eseguite in modo magistrale, arriva la sorpresa piรน grande: per la prima volta di sempre viene suonata Creating God, direttamente da The Stage. Una canzone inaspettata ma sicuramente accolta benissimo.
Si fa tappa poi nella โCittร del Maleโ ma solo per un momento, infatti da City of Evil lโunico brano che viene suonato รจ Bat Country. Sempre ben accetto ma sarebbe stato bello se dallo stesso album, che spegne 20 candeline questโanno, ci fosse stato proposto anche qualcosโaltro. Il finale di serata รจ in stile โLive in LBCโ con le ultime due canzoni Unholy Confessions e A Little Piece of Heaven. Il tutto si conclude con la band che saluta i fan e promette di rivederci alla prossima volta.
Dopo che i ragazzi hanno abbandonato il palco, noi e pochi altri fortunati membri del DBC (Deathbats Club) abbiamo avuto lโopportunitร di salutarli da vicino. Tra veterani e novizi del Meet&Greet, Matt & co. hanno fatto sentire tutti a proprio agio, anche i fan piรน emozionati che li hanno visti da vicinissimo per la prima volta.
Un sorriso, una stretta di mano, un paio di autografi e due battute per tutti. Dopo la foto di gruppo un saluto veloce e ognuno per la sua strada. Colpisce sempre lโumiltร e la simpatia di questi ragazzacci che, a volte, pare si dimentichino di essere una band internazionale.
In definitiva uno show con gli attributi reso ancora migliore dalla grande affluenza del pubblico, si parla infatti di numeri che vanno oltre gli 11.500 spettatori e addirittura il sold-out. Speriamo soltanto di non dover aspettare altri 12 anni prima di rivederli da headliner in uno showย tuttoย loro.
Alessandro Santacroce
Quello di Carroponte non รจ stato solo un concerto; per molti รจ stato un viaggio, per altri un riscoprirsi; per me รจ stata una conferma. Una conferma che la musica Metal non delude mai, nรฉ tantomeno il gruppo musicale che fa parte intrinsecamente della storia di questo genere ovvero gli Avenged Sevenfold.
Ciรฒ che ha veramente inciso questa mia esperienza รจ stato sicuramente il conoscere e il confrontarmi con le persone che sostengono e supportano i gruppi inerenti a queste esperienze musicali.
In particolare il Deathbats Club non รจ stato solo il tramite, nonchรฉ il maggiore esponente, che mi ha permesso di godere al meglio delle aspettative questa esperienza ma รจ stato il vivere dal giorno della partenza fino ad oggi un concreto senso di appartenenza.
Grazie a quest’avventura mi sono sentito parte attiva di una vera comunitร di persone provenienti da ogni parte del globo che si sono ritrovate a vivere un momento unico come quello di godersi uno spettacolo avvenuto a Milano grazie al tour europeo di “Life Is but a dream…”.
Aver vissuto l’esperienza in sicurezza, dunque senza risse, spintoni, gente che assumeva atteggiamenti aggressivi o rischi derivati dall’organizzazione mi porta a dire con la totale onestร intellettuale che questo รจ stato il miglior concerto di tutta la mia vita.
Aveva le carte in tavola per essere un’esperienza bellissima in quanto era un sogno andare a vedere questo gruppo, ma tutto ciรฒ che c’รจ stato prima, durante e dopo il concerto mi porta a dire che รจ rimasto indelebile nel mio cuore.
Auguro a piรน persone possibili di vivere queste esperienze e di consolidare e supportare sempre di piรน community di questo tipo che abbracciano gli amanti del genere e che non escludono nessuno, avendo invece la tendenza ad accogliere chiunque sia educato e rispettoso nei confronti deiย membriย stessi.
Mirko
Il 16 giugno ho assistito al mio secondo concerto in assoluto della band, che come sempre mi ha lasciato con la bocca spalancata ed il cuore pieno. Per la prima volta anche in Italia รจ stato possibile utilizzare lo skip the line, uno dei perks che รจ possibile ottenere grazie ai deathbat della band, per questo ci siamo messi in fila molto piรน tardi del solito, verso le 10. Lโattesa รจ stata molto piacevole: abbiamo chiacchierato a lungo con i fan italiani e soprattutto con quelli esteri ed americani che hanno seguito lโintero tour, cosรฌ tra una risata ed unโaltra รจ arrivato immediatamente il momento dellโapertura porte. Siamo stati tra i primi a varcare i cancelli della venue, cosa che ci ha consentito di guadagnare unโottima transenna al centro destro del palco. Rispetto allo scorso anno, eravamo molto emozionati anche per gli openers, che io ed i miei amici conoscevamo bene: i giovanissimi Palaye Royale, che non appena hanno varcato il palco hanno indondato il pubblico della loro inesauribile energia! Nonostante una setlist a mio parere un poโ fiacca (hanno eliminato tante canzoni che secondo me, da openers, avrebbero avuto molto potenziale) รจ stato uno show davvero energetico e i minuti in loro compagnia sono volati. Ed ecco risuonare in un Carroponte stracolmo di gente Nightcall, lโinconfondibile segnale che in pochi minuti i ragazzi sarebbero stati su quel palco, a pochi centimetri da noiโฆ il solito chanting da brividi a suon di โSevenfold! Sevenfold!โ Allโingresso della sedia e ci siamo: tra le urla generali i ragazzi prendono le loro posizioni. Durante Game Over mi accorgo immediatamente della vicinanza impressionante del palco al pubblico e di quanto piccolo fosse rispetto a quello del Firenze rocks, il che mi rende davvero felice ed emozionata, dal momento che ho sempre desiderato di vederli cosรฌ da vicino e in un contesto cosรฌ raccolto come quello di Carroponte. La setlist questโanno supera di gran lunga quella dello scorso anno, offrendo nuove gemme e tante vecchie glorie! La seconda canzone รจ infatti Chapter Four, che fa esplodere la venue (e le mie tonsille) in un urlo di incredulitร collettiva. Seguono Afterlife (la parte di Jimmy cantata dal pubblico mette sempre la pelle dโoca), Hail to the King, Buried Alive, The Stage, e So Far Awayโฆ dopo il discorso di Matt non cโera piรน neanche un occhio asciutto nel pubblico, che si รจ stretto in un abbraccio collettivo attorno alla band, cantando e ricordando il nostro caro Jimmy e ogni persona cara venuta a mancare troppo presto. Gli animi vengono scossi poi da Nobody, Nightmare e Not Ready to Die, canzone che non avrei mai pensato di sentire dal vivo! Ed ecco il regalo della band per i fan italiani, una delle audience piรน rumorose e affezionate: il debutto live di Creating God! Infine il concerto si รจ chiuso con tre grandi classici: Unholy Confessions, Bat Country e A Little Piece of Heaven.
Un concerto meraviglioso, sono tornata anche questโanno a casa con il cuore pieno ma soprattutto tanta malinconia; sapevo bene che sarebbe stato lโultimo concerto degli Avenged per un poโ e ho cercato di collezionare per questo quanti piรน ricordi possibili, sia sotto palco che fuori dalla venue, e grazie alle persone meravigliose che mi accompagnavano sono tornata a casa con una valigia carica di amore e gioia
Untilย theย end๐ค
Giada Bonizio
Riguardavo ancora nostalgico i video fatti a Giugno scorso quando a Dicembre ricevo la notifica di un nuovo concertoโฆ non potevo crederci… durante lo show a Firenze Rocks, Matt aveva promesso che sarebbero tornati il prossimo anno, in una data tutta loro, ma dopo le mille disavventure degli ultimi anni, fra concerti rimandati e pandemieโฆ le speranze che avrebbero potuto mantenere la parola non erano molte… Da fan veterano e da musicista che ha scelto di fare questo nella vita proprio grazie alla loro musica, non c’รจ niente di meglio che vedere i propri idoli suonare infiammando il palco ancora una volta, dai grandi classici a gemme come โNot Ready To Dieโ, che ha conquistato i fan di Call of Duty e non solo, un brano leggendario, una chicca, che con la sua atmosfera tetra riporta tutti al periodo di zombie, scheletri e maledizioni, con le sonoritร e atmosfere tipiche della band.
La risposta del pubblico dopo le prime note di organo รจ stata devastanteโฆ solo i piรน curiosi che avevano spiato la setlist del tour potevano aspettarselo dal momento che รจ la prima volta che i ragazzi la suonano in Europa. L’onore riservato all’italia รจ stato quello di aver inaugurato il debutto live di “Creating God”, brano proveniente da “The Stage”, album che affronta temi filosofici come lโorigine dellโuniverso, il senso della vita e lโesistenza di Dio. Un filone che la band ha proseguito in Life Is But a Dream…, spingendosi oltre i confini del metal tradizionale continuando e approfondendo la contaminazione con stili e generi fuori dagli schemi del metal piรน tradizionale, arrivando anche a ripescare frammenti e linee vocali dalle origini, (Mattel e Beautiful Morning riprendono melodie presenti in “Drop D” brano dei Pinkly Smooth, la storica anche se meno conosciuta formazione con The Rev alla voce e tastiere e Brian alla chitarra.
Dopo anni da ospiti fissi al Firenze Rocks, vederli in una venue piรน raccolta come quella del Carroponte ha regalato unโintimitร e unโinterazione col pubblico che, francamente, mancavano a tutti.
Matt non ha perso occasione per ricordare le origini italiane della moglie, Valary DiBenedetto, pronunciando il suo cognome rigorosamente con gesti e accento italiano, tra le risate e gli applausi dei presenti.
Non sono mancati elogi al calore unico del pubblico italiano, che accompagna sempre con entusiasmo i momenti piรน melodici: Bat Country (รจ ormai consolidato il coro sopra l’armonizzato delle chitarre di Syn e Zacky), Chapter Four, A Little Piece of Heaven, Afterlife e Hail to the King.
Il concerto si รจ chiuso con la riproduzione in background della loro cover di โGod Only Knowsโ, un sentito omaggio a Brian Wilson, storico cantante e co-fondatore dei Beach Boys, scomparso lo scorso 11 giugno.
Un finale delicato e commovente per una serata che ha lasciato un segno ancora una volta nelย cuoreย diย tutti.
Unde4d Rosen
Eccoci di nuovo a scrivere una recensione del concerto degli Avenged Sevenfold… questo per me รจ stato particolare perchรจ era la 15ยฐ volta che li vedevo su un palco e perchรจ stavolta la mia visuale sarebbe stata diversa: sotto palco con la mia macchina fotografica alla mano.
Solitamente prima di un concerto, specialmente loro, ho l’ansia che mi mangia perchรจ devo sempre ricordarmi un sacco di cose… ma stavolta no, ero tranquilla e avevo davvero bisogno di vederli sul palco perchรจ solo quando loro suonano davanti ai miei occhi รจ come se mi sentissi io al 100%.
Questo concerto portava con se tante cose…. metร della mia vita passata ad ascoltarli, il primo concerto con partenza in solitaria dopo un decennio, la testardaggine di voler fare delle belle foto dopo anni di inutilizzo della mia reflex e l’emozione del sapere che li avrei potuti salutare di nuovo tutti quanti di persona dopo diversi anni.
La serata รจ partita come sempre con qualche complicazione: quando i biglietti da assegnare filano dritti, c’รจ sempre qualche impiccio con i pass foto. Fortuna vuole che qualche santo oltreoceano fosse collegato nel momento giusto per risolvere velocemente.
Dopo aver preso il bracciale dello skip the line (grazie Deathbats Club) e fatto entrare i miei due ospiti, sono rimasta in attesa del ritiro del pass col mio fido compagno di avventure Francesco e quando finalmente siamo entrati, c’erano giร i Palaye Royale sul palco. Band mai ascoltata prima ma sicuramente simpatica e che ha saputo intrattenere e caricare il pubblico. Momento top del loro set quando hanno iniziato a lanciare i super mega palloni sul pubblico che perรฒ tornavano indietro verso il palco e quindi mi sono messa a rilanciarli verso la folla. Insomma, mi hanno fatto fare un po’ di attivitร fisica nell’attesa.
Le prime note di Nightcall mi svegliano di colpo: stanno per salire sul palco. Dal lato, dove sto tranquilla per lasciare il posto prima ai fotografi professionisti, scorgo nel backstage Johnny con un look molto Nightmare accerchiato dai piccoli Sanders e Haner e da Val. Inizio a non stare piรน nella pelle quando salgono e parte Game Over. Carico da 100 come sempre, รจ una canzone che gasa sempre la folla e a circa metร canzone decido di farmi avanti e infilarmi in mezzo agli altri fotografi -cercando di dare meno fastidio possibile- a scattare qualche foto a mia volta. Aspetto invano Mattel, una delle mie canzoni preferite da LIBAD, quando partono le note di Chapter Four. Non sono delusa perchรจ viene dal mio disco preferito, ma รจ una scelta inaspettata. Si continua con Afterlife con tutto il Carroponte che canta a squarciagola e mentre Syn attacca Hail to the King iniziano ad uscire tutti i fotografi. E’ una situazione surreale ma rimaniamo io, Francesco, TrenotCool, Speedy & Kortney che stanno in tour con la band ed un altro fotografo colombiano.
Per tutto il resto del concerto continuo a muovermi avanti e indietro sottopalco per fare piรน foto possibili a tutti i componenti fermandomi ogni tanto per cantare e godermi il concerto.
Arrivati a So Far Away che รจ una canzone che abolirei dagli show perchรจ ci riduce tutti in frantumi, la passo buttata sulle mie amiche Gloria e Giada a piangere come ragazzine. Mi ci vuole tutta Nobody e metร Nightmare prima di farmi passare la botta di tristezza e ricominciare a divertirmi.
Arrivano poi le due mega sorprese della serata: Not ready to Die e Creating God. Mentre le prima sembra ben apprezzata dal pubblico che la canta dalla prima all’ultima parola nonostante sia un live debut di questo tour europeo; Creating God non sorbisce la stessa sorte… per me non รจ una delle migliori canzoni di The Stage (pronto, M.Shadows… quando rimettiamo in setlist Paradigm o Sunny Disposition che tiravano giรน i palazzetti?!) e probabilmente neanche per tanti dei presenti che stavano nelle mie condizioni di vuoto totale sul testo. Menomale che la tecnica del pesce ovvero muovere la bocca senza proferire suono alcuno funziona sempre! Voto 10 per aver suonato una canzone mai eseguita prima live, ma voto 5 perchรจ non rende molto.
Quando si arriva a Bat Country si sa che siamo quasi alla fine perciรฒ ci sono solo due possibili strade: iniziare a lasciarsi andare totalmente o iniziare a intristirsi. Prendo la prima strada perchรจ questo anno si festeggia 20 anni di City of Evil e perchรจ Bat Country รจ da sempre la canzone che mi fa divertire di piรน sottopalco. Inizio a diminuire la quantitร di foto che scatto pensando che tanto quel che รจ fatto รจ fatto, quindi se ho fatto foto di merda non saranno gli ultimi 15 minuti a salvarmi e cerco di rimettermi nel mood di quando 17 anni fa ho visto gli A7X per la prima volta dal vivo. Spengo il cervello e mi lascio trascinare da Unholy Confessions e A Little Piece of Heaven. Mi prendo i saluti di Matt e Brian e pure un plettro di Johnny prima di tentare di uscire nel pit alla ricerca dei miei compagni di avventura.
Come sempre trovo un sacco di vecchie facce conosciute nel parterre che saluto velocemente perchรจ ho un certo appuntamento con il Deathbats Club per il meet & greet. Pur avendo memorizzato la mappa che avevano inviato per email nelle ore precedenti vado in ansia perchรจ la mia innata capacitร di orientamento va in modalitร aereo. Vengo salvata in corner da Anita che mi guida via telefono e mi fa trovare il punto di incontro: ovviamente ero l’unica stronza in ritardo, ma per fortuna il meet era stato slittato di diversi minuti.
Nell’attesa di entrare nel backstage per incontrarli riconosco diverse facce in quella fila, molti sono ragazzi americani che si stanno facendo diverse date del tour europeo. Con me ci sono Anita e Nausicaa a rappresentare il loro fanclub storico, riconosco altri amici e qualche faccia che avevo visto la sera prima al raduno. Ho incontrato talmente tante volte questa band che decido di andare per ultima e lasciare piรน spazio agli altri, specialmente a quelli che non avevano mai avuto tale opportunitร prima di allora.
La band se ne sta seduta ad un tavolo, su una piccola struttura rialzata. Da un lato una tavolata di cibo e dall’altra loro. In fondo il telo di Deathbats Club che si vede in tutte le loro foto dei M&G. Le regole sono sempre le stesse: due autografi a testa, nessun selfie, solo una foto di gruppo finale, vietato abbracciarli o toccarli. Le persone scorrono davanti a me e io sono un piccolo limbo di semi incoscienza perchรจ questo anno รจ stato durissimo per me e non vedevo l’ora di ritrovarmi un pochino, come quando sono in loro presenza. Booklet e regalini alla mano arriva il mio turno e ho un sorriso da ebete stampato in faccia.
Il primo del tavolo รจ Johnny a cui faccio firmare un paio di booklet per Gloria e Davide gli chiedo come sta, gli racconto che il prossimo anno facciamo 20 anni di fanclub e lui rimane colpito e mi ringrazia per tutto quanto. Quello a seguire รจ Brooks che a volte mi riconosce ed altre no, stavolta รจ un forse. Gli passo i due booklet e gliene allungo un terzo: รจ quello dei Kidneys, una sua band, rimane stupito e me lo autografa dicendo che non ne vedeva uno da una decina di anni. A seguire c’รจ Matt. Faccio fatica a spiegare il mio rapporto con lui ma รจ sicuramente quello con cui ho piรน affinitร ed un legame piรน stretto. Si alza dal tavolo e si sporge ad abbracciarmi, mi chiede come sto e gli faccio autografare i booklet spiegandogli che sono per alcuni amici. Arrivo quindi a Brian… non lo vedevo dal 2018 e qualche anno dopo avevamo avuto un piccolo bisticcio online, ma con mio grande stupore รจ il primo a salutare ed aggiunge che รจ contento di rivedermi, non sto neanche finendo di salutarlo che รจ il turno di Zacky. Zacky รจ una creatura mitologica e lunatica: non sai mai come apparirร , di che umore sarร e come si comporterร . Quella sera era di una bellezza accecante con i suoi capelli rosa, in formissima e in vena di grandi sorrisi quindi gioco la carta simpatia italiana ed esordisco con un ciao bello. Il resto รจ una roba super veloce… Kortney ci da un piccolo regalino da parte loro ovvero dei tappi col cordino per salvarci l’udito al prossimo concerto in una scatoletta personalizzata col logo della band. Ci accatastano contro il muro col fondo targato DBC, la band si butta in mezzo a noi e ci scattano una foto veloce.
Pochi convenevoli, un po’ di fretta perchรจ i ragazzi sono stanchi. Sono loro i primi a scendere dalla zona meet e noi a seguire. Vedo Matt vagare nel giardinetto a fianco e provo a chiedergli un abbraccio (di cui avevo psicologicamente bisogno) e lui fa cenno alla bodyguard di fermarsi e mi viene incontro con uno dei suoi abbracci terapeutici. Ecco il finale perfetto perย questaย serata.
Giada
